.. conoscerlo, imparare a vedere attraverso i suoi occhi..
.. guardare nella stessa direzione per trovare un punto d'incontro..
Sono cresciuta con l'idea del mondo come una grande famiglia che in fondo vive tutta sotto lo stesso tetto.. negli anni si è radicata sempre di più, in me e nella mia Vita, la curiosità e l'attrazione verso le "diversità"..
Trovo assurdo che spesso quest'immensa ricchezza - il diverso - sia vista con paura, timore, disagio.. a volte repulsione.
Eppure la nostra mente, il cervello umano, funziona proprio per "discriminazione", cioè se non vede delle differenze tra le cose non le apprende. Le differenze sono intrinseche in noi. Io esisto proprio perchè sono diverso da te. Ed allora, quale senso c'è nella fobia o l'odio verso la differenza?
Ve la ripeto questa frase..
Io esisto perchè sono diverso da te. Posso riconoscerMi in quanto Tu esisti.
Non è nella relazione con l'altro che posso perdere me stesso o la mia identità.. è invece proprio grazie all'altro che la mia Vita ha un senso.
semplicemente.. è proprio perchè TUTTI SIAMO DIVERSI, che alla fine tutti siamo UGUALI.
..
inevitabilmente nel corso degli anni si "selezionano" le persone che desideriamo accanto in base ad affinità, prospettive comuni, progetti di Vita intersecanti..
ed accanto a me non potrei avere qualcuno che esclude a priori l'altro solo perchè "di un altro colore", "di un'altra razza".. "un'altra religione".. "di un'altro polo dello stesso paese" (ci rendiamo conto che ci discriminiamo anche tra nord e sud, cittadini della stessa patria) "di un altro orientamento sessuale"..
ho bisogno di menti libere, cuori ed anime sgombre di questi pregiudizi..
Mi sento così fortunata ad aver sposato una persona del genere.. senza paraocchi nè rigori mentali..
mi sento fortunata ad aver 2 genitori che hanno trasmesso questi valori profondi a me e ai miei fratelli..
e ad aver incontrato (eccoli qua di nuovo... ;-)!) gli amici che ho..
stando loro accanto, nel cammino difficile quanto meraviglioso, che stanno percorrendo.. ho potuto toccar con mano l'infinito amore che alloggia nei lori cuori.. quella purezza..
li adoriamo, lo sapete,.. ma è un affetto che si alimenta di una grande stima.
Nel mio piccolo, ho cercato di "entrare nel loro mondo" per scoprirlo e conoscerlo ancor di più.. a modo mio.. attraverso la cucina..
il mio "in bocca al lupo" per la loro imminente partenza è questa cena etiope che ci siamo spazzolati sabato sera scorso..
una splendida serata.. abbiamo brindato, cenato, riso, giocato.. parlato di cretinate così come dei temi essenziali che più ci stanno a cuore..
La cenetta? eccola!
La cucina etiopica è composta principalmente da piatti speziati a base di carne, soprattutto "stufata", e verdure.
Il menù prevedeva:
Zighinì
crema di ceci
pane injera
verdure crude
L’yet’ef injera, o semplicemente injera, è il pane tipico di molte regioni dell'Africa, principalmente Eritrea ed Etiopia. Non ha la consistenza del nostro tipico pane.. è simile ad una piadina, rotondo, ma dalla consisenza spugnosa e sapore un po' acidulo, dovuto alla sua lenta fermentazione, che va dai 2 ai 3 giorni. L'injera è originariamente ricavata da una farina qui introvabile, il teff, cereale molto ricco di minerali quali ferro, calcio e potassio.
Il gusto si sposa bene con i sapori forti e speziati della cucina africana.
Ovviamente qui lo si prepara con una miscela di farine diverse che possiamo reperire facilmente.
Questa sorta di cialda viene usata come "tovagliolo" sul quale servire la pietanza, di solito a base di carne con contorni di verdure e legumi. Strappandone dei tocchetti, rigorosamente con le dita dalla sola mano destra, si raccoglie la carne e la si mangia in questo modo.
Ci sono diverse ricette, io ho preso quella di giallo zafferano con una lievitazione di 2 giorni.
Ovviamente serve come "piatto" nel quale servire le pietanze pricipali..
quali?
ora le vediamo!
Ho preparato il piatto etiope classico, lo Zighinì, uno spezzatino di manzo molto speziato e saporito, servito con una crema di ceci (originalmente si tratterebbe di un purè di ceci, chiamato scirò) e verdure crude.
Preparato semplicemente frullando 200 g di ceci già cotti con prezzemolo, un filo d'olio, sale e pepe, riducendo a purea.
Uno degli ingredienti fondamentali ed irrinunciabili in tutta la cucina Etiope è il berberè, una miscela di spezie. Qui si fatica un pochino a trovare, quindi ho proceduto a farmelo con ciò che possedevo e con queste proporzioni:
Berberè
20 peperoncini rossi
1 cucchiaino di semi di coriandolo
10 chiodi di garofano
60 semini di cardamomo (quelli neri all'interno per capirci)
1 cucchiaino di timo essicato
15 bacche di pimento
1 cucchiaio di grani di pepe nero
1 cucchiaino di zenzero macinato
un po’ di cannella
Prepariamo ora lo Zighinì, ovvero la portata principale.
Iniziamo a tritare la marea di cipolla rossa necessaria. Sia chiaro, io ne ho usati 300 g ma la ricetta ne prevedeva ben 500 g (e già così, credetemi, da 2 giorni non mi libero dal suo odore in cucina..!). La mettiamo in un tegame (io casseruola di terracotta) con un niente di olio (o burro chiarificato). A fuoco lento facciamo disfare la cipolla, magari con un pochino di acqua.
Dopo circa 5 minuti aggiungete il berberé, mescolate e fate insaporire bene, aggiungendo sempre un po' di acqua. Passati altri 5 minuti uniamo i pelati ed il concentrato di pomodoro, cuocendo finchè il sugo si rapprende un pochino. A quel punto aggiungiamo la carne, regoliamo di sale, uniamo anche un bicchiere circa di acqua, copriamo e lasciamo cuocere finché la carne non sarà tenera (almeno 1 ora). Controllate la cottura ogni tanto, per evitare che la carne si attacchi sul fondo, e in quel caso uniamo acqua.
Serviamolo caldo, sopra il pane injera, con la crema di ceci e le verdurine..
via le posate, su le maniche.. si usano le mani!
Buon viaggio tesori!
saremo piccoli piccoli all'interno della valigia del vostro cuore!
un abbraccio a voi tutte..
Luisa

















