martedì 21 maggio 2013

Un amore.. dell'altro mondo!

.. ho sempre creduto che un segno d'amore sia quello di voler entrare nel mondo dell'altro..
.. conoscerlo, imparare a vedere attraverso i suoi occhi..
.. guardare nella stessa direzione per trovare un punto d'incontro..
Sono cresciuta con l'idea del mondo come una grande famiglia che in fondo vive tutta sotto lo stesso tetto.. negli anni si è radicata sempre di più, in me e nella mia Vita, la curiosità e l'attrazione verso le "diversità"..
Trovo assurdo che spesso quest'immensa ricchezza - il diverso - sia vista con paura, timore, disagio.. a volte repulsione.
Eppure la nostra mente, il cervello umano, funziona proprio per "discriminazione", cioè se non vede delle differenze tra le cose non le apprende. Le differenze sono intrinseche in noi. Io esisto proprio perchè sono diverso da te. Ed allora, quale senso c'è nella fobia o l'odio verso la differenza?
Ve la ripeto questa frase..
Io esisto perchè sono diverso da te. Posso riconoscerMi in quanto Tu esisti.
Non è nella relazione con l'altro che posso perdere me stesso o la mia identità.. è invece proprio grazie all'altro che la mia Vita ha un senso.
semplicemente.. è proprio perchè TUTTI SIAMO DIVERSI, che alla fine tutti siamo UGUALI.
..
inevitabilmente nel corso degli anni si "selezionano" le persone che desideriamo accanto in base ad affinità, prospettive comuni, progetti di Vita intersecanti..
ed accanto a me non potrei avere qualcuno che esclude a priori l'altro solo perchè "di un altro colore", "di un'altra razza".. "un'altra religione".. "di un'altro polo dello stesso paese" (ci rendiamo conto che ci discriminiamo anche tra nord e sud, cittadini della stessa patria) "di un altro orientamento sessuale"..
ho bisogno di menti libere, cuori ed anime sgombre di questi pregiudizi..
Mi sento così fortunata ad aver sposato una persona del genere.. senza paraocchi nè rigori mentali..
mi sento fortunata ad aver 2 genitori che hanno trasmesso questi valori profondi a me e ai miei fratelli..
e ad aver incontrato (eccoli qua di nuovo... ;-)!) gli amici che ho..
stando loro accanto, nel cammino difficile quanto meraviglioso, che stanno percorrendo.. ho potuto toccar con mano l'infinito amore che alloggia nei lori cuori.. quella purezza..
li adoriamo, lo sapete,.. ma è un affetto che si alimenta di una grande stima.
Nel mio piccolo, ho cercato di "entrare nel loro mondo" per scoprirlo e conoscerlo ancor di più.. a modo mio.. attraverso la cucina..
il mio "in bocca al lupo" per la loro imminente partenza è questa cena etiope che ci siamo spazzolati sabato sera scorso..
una splendida serata.. abbiamo brindato, cenato, riso, giocato.. parlato di cretinate così come dei temi essenziali che più ci stanno a cuore..
La cenetta? eccola!
La cucina etiopica è composta principalmente da piatti speziati a base di carne, soprattutto "stufata", e verdure.
Il menù prevedeva:
Zighinì
crema di ceci
pane injera
verdure crude


L’yet’ef injera, o semplicemente injera, è il pane tipico di molte regioni dell'Africa, principalmente Eritrea ed Etiopia. Non ha la consistenza del nostro tipico pane.. è simile ad una piadina, rotondo, ma dalla consisenza spugnosa e sapore un po' acidulo, dovuto alla sua lenta fermentazione, che va dai 2 ai 3 giorni. L'injera è originariamente ricavata da una farina qui introvabile, il teff, cereale molto ricco di minerali quali ferro, calcio e potassio.
Il gusto si sposa bene con i sapori forti e speziati della cucina africana. 
 Ovviamente qui lo si prepara con una miscela di farine diverse che possiamo reperire facilmente.
Questa sorta di cialda viene usata come "tovagliolo" sul quale servire la pietanza, di solito a base di carne con contorni di verdure e legumi. Strappandone dei tocchetti, rigorosamente con le dita dalla sola mano destra, si raccoglie la carne e la si mangia in questo modo.
Ci sono diverse ricette, io ho preso quella di giallo zafferano con una lievitazione di 2 giorni.


Ovviamente serve come "piatto" nel quale servire le pietanze pricipali.. 
quali?
ora le vediamo!
Ho preparato il piatto etiope classico, lo Zighinì, uno spezzatino di manzo molto speziato e saporito, servito con una crema di ceci (originalmente si tratterebbe di un purè di ceci, chiamato scirò) e verdure crude.


Preparato semplicemente frullando 200 g di ceci già cotti con prezzemolo, un filo d'olio, sale e pepe, riducendo a purea.


Uno degli ingredienti fondamentali ed irrinunciabili in tutta la cucina Etiope è il berberè, una miscela di spezie. Qui si fatica un pochino a trovare, quindi ho proceduto a farmelo con ciò che possedevo e con queste proporzioni:

Berberè

20 peperoncini rossi
1 cucchiaino di semi di coriandolo
10 chiodi di garofano
60 semini di cardamomo (quelli neri all'interno per capirci)
1 cucchiaino di timo essicato
15 bacche di pimento
1 cucchiaio di grani di pepe nero
1 cucchiaino di zenzero macinato
un po’ di cannella


Prepariamo ora lo Zighinì, ovvero la portata principale.


Iniziamo a tritare la marea di cipolla rossa necessaria. Sia chiaro, io ne ho usati 300 g ma la ricetta ne prevedeva ben 500 g (e già così, credetemi, da 2 giorni non mi libero dal suo odore in cucina..!). La mettiamo in un tegame (io casseruola di terracotta) con un niente di olio (o burro chiarificato). A fuoco lento facciamo disfare la cipolla, magari con un pochino di acqua.
Dopo circa 5 minuti aggiungete il berberé, mescolate e fate insaporire bene, aggiungendo sempre un po' di acqua. Passati altri 5 minuti uniamo i pelati ed il concentrato di pomodoro, cuocendo finchè il sugo si rapprende un pochino. A quel punto aggiungiamo la carne, regoliamo di sale, uniamo anche un bicchiere circa di acqua, copriamo e lasciamo cuocere finché la carne non sarà tenera (almeno 1 ora). Controllate la cottura ogni tanto, per evitare che la carne si attacchi sul fondo, e in quel caso uniamo acqua.





Serviamolo caldo, sopra il pane injera, con la crema di ceci e le verdurine.. 
via le posate, su le maniche.. si usano le mani!


Buon viaggio tesori!
saremo piccoli piccoli all'interno della valigia del vostro cuore!
un abbraccio a voi tutte..
Luisa

venerdì 17 maggio 2013

Torta di castagne, mandorle e fiori d'acacia: quando autunno e primavera si sposano!

Buon giovedì!
.. mi piace il giovedì...
i giorni in cui riesco più a rilassarmi, solitamente, sono il venerdì ed il sabato.. mica ci si ferma eh!?!? ma riesco a dedicare più tempo e tranquillità alle mie faccende.. ad arrestare la frenesia che già dalla domenica sera inizia nel programmare tutta la settimana seguente..
quindi il giovedì, seppur solitamente un giorno molto pieno a lavoro, è un giorno che mi piace perchè prelude il venerdì..
oggi quindi inizio già a pensare il menù della cena di sabato sera con amici (amici.. e chiamali solo amici tu..!!).. così domani posso farmi la spesa con calma.. magari iniziare qualche preparazione più lunga, che richieda più giorni..
pensare al weekend, ai momenti da dedicare in cucina.. alla mia casa.. già vedermi il sabato sera, a tavola, tra risate e brindisi con le persone con cui sto più bene in assoluto.. ahhh.. con quale miglior umore si parte per andare a lavoro..
Ieri ho ricevuto una notizia stupenda..
appena riagganciato il telefono, è partito il mio giro di telefonate.. in modo a dir poco entusiasta, che anzi rasenta la follia.. quella che non ti fa smettere di sorridere, anche quando stai lì sola.. tra te e te..
quella che non ti fa star seduta sulla sedia.. hai bisogno di dirlo, di condividere quella gioia che altrimenti ti scoppia nel cuore..
ad un certo punto una persona, in modo del tutto genuino, mi dice.. "caspita.. si vede sì che questa cosa ti rende felice.. manco fosse successo a te!?!?!"
.. è questo il punto..
e chi sarà qui a leggere queste parole.. colei che ha fatto quella telefonata.. colei che mi ha comunicato questa meravigliosa notizia.. sì.. lei.. lei capirà benissimo la risposta che diedi..
"non è successo a me?? ma certo che riguarda pure me, scherziamo?"
lei.. lui.. loro.. sono parte di me, sono come una famiglia.. come fratelli, compagni di viaggio..
.. ciò che accade nella loro vita non può solo sfiorarmi senza lasciar traccia.. nel male mi trafigge come lama affilata.. nel bene mi eleva a 100 metri da terra..
.. questa torta delicata
 a voi.. 3,
è dedicata!


Torta con farina di castagne, mandorle e fiori d'acacia

ceramiche Lamart

150 g di farina di castagne
50 g di farina 00
50 g di farina di mandorle 
250 g di latte
1 bs di lievito vanigliato
2 cucchiai di olio di semi
1 stecca di vaniglia
1 uovo intero
80 g di zucchero
4 cucchiai di stevia in polvere Misura
un pizzico di sale
5-6 rametti di fiori d'acacia puliti ed asciutti
mandorle a lamelle per decorare

ceramiche Lamart

Montare con la planetaria l'uovo con lo zucchero, la stevia ed un pizzico di sale. Mentre montiamo, unire i semini estratti raschiando la bacca di vaniglia, l'olio a filo e, a poco a poco, le farine setacciate con il lievito. Alterniamo gli ingredienti solidi con il latte.
Montiamo fino ad ottenere una crema liscia. Aggiungiamo delicatamente i fiori che avremo staccato dal rametto, una volta lavati ed asciugati. Versiamo tutto in una tortiera, io di silicone, di diametro di 22-24 cm.
Spolveriamo la superficie con le mandorle a lamelle ed informiamo a 180°C per circa 30 min (prova stecchino).

ceramiche Lamart

perchè la farina di castagne ora? poche settimane fa, nella fretta, al supermercato ho messo nel carrello la farina di castagne invece di quella di farro.. distratta ho preso dallo scaffale quella sbagliata, accorgendomene solo alla cassa. Avrei potuto portarla indietro, invece sono corsa a prendermi quella di farro tenendo anche quella di castagne..
non si sa mai.. può sempre venirmi qualche idea..
l'idea è venuta: quella di sposare due profumi e sapori molto diversi.
quello delle castagne.. forte, intenso.. tipico autunnale..
quello dei fiori d'acacia.. delicato, raffinato, dolce.. tipico primaverile..
ed il risultato mi è piaciuto moltissimo. Un profumo inebriante ed importante.. un gusto intenso, da un lato "rustico" e dall'altro "raffinato"..

ceramiche Lamart

ceramiche Lamart

si può decorare con lo zucchero a velo, ma io l'ho preferita così.. semplice.

ceramiche Lamart

mercoledì 15 maggio 2013

Pane in cassetta.. in stile orientale!

Buondì!
ormai mi sembra d'essere come quei signori di una certa età che quando s'incontrano parlano solo del tempo..
ma.. donne mie, non so voi, ma io di questa primavera piovosa ne ho piene le scatole eh!?!?!
domenica una giornata di sole bellissimo.. ma dovevo recuperare tutti i lavori di casa lasciati indietro per gli impegni lavorativi, quindi fino alle 16 circa sia io che mio marito (io sono l'addetto al "dentro", lui al "fuori", cioè giardino) ci siamo dati da fare per finire prestino e poi uscire per una passeggiata con la cucciola..
che succede verso le 16.30?? ovviamente nuvoloni in arrivo all'orizzonte.. ma ci diciamo "dai, vuoi che piova anche oggi?".. e si parte.
Dopo 5 minuti via a casa correndo che un temporalone era scoppiato...
pioggia fino a sera tardi! ecco finita la domenica e tanti saluti al sole!!
vabbeh... basta con chiacchiere da sala d'attesa.. andiamo a cucinare!
Ho deciso di provare il "non da molto scoperto" ma "ormai famoso" metodo water roux starter o, detta nel termine della patria d'origine, tang zhong. Come il nome stesso suggerisce la tecnica è di origine cinese ed antichissima, usata per la pasta, gli involtini e la panificazione. Fondamentalmente, per chi non lo conoscesse, si tratta di un primo impasto fatto con 5 parti di acqua ed 1 di farina che va poi aggiunta all'impasto del lievitato che stiamo preparando. Questo tipo di impasto "gelatinizzato" si può preparare sia su base di acqua che di latte.
La tecnica è utilissima quando utilizziamo impasti con percentuali molto alte di farine integrali (anche 100%) che sappiamo avere qualche difficoltà nella lievitazione: questo metodo rafforza molto la struttura del lievitato!
Andiamo alla ricettina del mio pane in cassetta.. che è risultato di una sofficità incredibile, senza contare che s'è mantenuto perfetto all'interno della carta da pane per 3 giorni (dicono che possa durare di più.. il difficile in casa mia è proprio "farlo durare"!!)

Pane in cassetta con metodo Tang zhong



Per il Tang zhong: in un pentolino mescoliamo la farina con i primi 30 g di acqua, formando una cremina liscia ed omogenea. Poi via via aggiungiamo l'acqua, continuando a mescolare. Portiamo sul fuoco (basso) per arrivare ad una temperatura di circa 65°C.

STOPferme tutte: a chi sta per abbandonare la lettura della ricetta dicendosi "sèh, vabbeh.. io mica ce l'ho il termometro"
NON PREOCCUPATEVI, si fa lo stesso. Semplicemente lo vedete che, quando è pronto, s'addenserà tanto da diventare gelatinoso e, mescolando con il cucchiaio di legno, faticherete a vedere il fondo del pentolino. 
(possiamo continuare... ci siete tutte?!)

Mettiamo da parte a raffreddare il nostro mini impasto coperto con pellicola bucherellata.
Prepariamo l'impasto: nella planetaria mettiamo la farina, lo zucchero e l'acqua tiepida in cui avremo preventivamente sciolto il lievito fresco. Facciamo andare la planetaria con la "foglia", uniamo il tang zhong, il latte, un pizzichino di sale e facciamo impastare bene finchè sarà omogeneo. A filo ora andrebbe aggiunto l'olio (che io ho ridotto ad un cucchiaino solo) e lasciamo incordare.
Prendiamo l'impasto e rovesciamolo sul nostro tavolo infarinato, per dare qualche giro di pieghe di tipo 2, formare una palla e lasciamolo lievitare fino al raddoppio (io 2 h e mezza). Lo rovesciamo di nuovo sul ripiano, un secondo giro di pieghe ed altro riposo (circa 30 min). Ora lo stendiamo dando una forma rettangolare, lo arrotoliamo avvolgendolo su sè stesso a formare un cilindro che adagiamo all'interno dello stampo da plumcake oliato. Lì lo lasciamo per 1 h e mezza circa (deve arrivare al bordo). Cuociamo in forno a 200° per 20-25 min, dipende molto dal forno.. io ho utilizzato il forno a legna, quindi temperatura più alta e in 18 min circa era pronto!


morbidissimo... alveolato...


.. adesso che ci penso ho giusto giusto preparato un pesto di zucchine e mandorle che qui spalmato ci starebbe a meraviglia...
beh, intanto ci faccio colazione.. ne taglio una fettina spessa, spalmo un generoso strato di ricotta ed un velo di marmellata di more di rovo...
mmm..
vi lascio, sono in estasi..
buona giornata 
baciotti donne


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...